🔥Rapporto Strategico 2026-2027: L'Evoluzione del Settore Stufe a Pellet – Tecnologie, Normative e Mercato

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Il biennio 2026-2027 rappresenta un punto di flesso storico per l'industria del riscaldamento a biomassa in Europa e, segnatamente, in Italia. Le proiezioni indicano che il settore sta transitando da una fase di pura espansione commerciale a una fase di maturità tecnologica e normativa, guidata da tre driver fondamentali: la stabilizzazione dei costi energetici su livelli strutturalmente più alti rispetto al decennio precedente, l'implementazione rigorosa delle direttive ambientali europee sulla qualità dell'aria e l'integrazione nativa delle tecnologie digitali (IoT) e di gassificazione nei generatori di calore.

Abstract human form with glowing orange energy swirls
Photo by Milad Fakurian / Unsplash

Questo rapporto, basato su un'analisi approfondita di dati di mercato, bozze normative e trend tecnologici, delinea uno scenario in cui la stufa a pellet cessa di essere un mero dispositivo "alternativo" per diventare un pilastro dei sistemi ibridi di efficientamento energetico. L'entrata in vigore del Conto Termico 3.0 nel 2026, con le sue nuove procedure semplificate e l'apertura alle Comunità Energetiche Rinnovabili, fungerà da catalizzatore per la rottamazione del parco installato obsoleto (stufe a 2 e 3 stelle), favorendo l'adozione di macchine a 5 stelle con tecnologie "Core" e "T3" capaci di abbattere le emissioni di particolato del 40% oltre i limiti attuali.

Parallelamente, l'analisi dei prezzi del combustibile suggerisce una normalizzazione del mercato del pellet, con strategie di acquisto prestagionale che si consolidano come prassi necessaria per immunizzare il consumatore dalla volatilità invernale. Sul fronte digitale, l'evoluzione della SEO e del marketing online impone ai rivenditori un ripensamento delle strategie di visibilità, orientandosi verso contenuti tecnici ad alto valore aggiunto che rispondano alla crescente competenza del consumatore finale.


1. Scenario Energetico Globale e Nazionale 2026-2027

1.1 Il Contesto Macroeconomico: La "Nuova Normalità" dei Prezzi

Per comprendere le dinamiche che governeranno il mercato delle stufe a pellet nel 2026, è imperativo analizzare il contesto energetico più ampio in cui queste scelte si collocano. Le previsioni per l'inverno 2026 indicano che, sebbene i picchi speculativi del biennio 2022-2023 siano stati assorbiti, i costi dell'energia primaria non torneranno ai livelli pre-pandemici.

Secondo studi economici recenti, la bolletta del gas per l'inverno 2026 è prevista in aumento del 40% rispetto ai valori del 2020, nonostante un apparente calo dei costi della materia prima sui mercati spot.1Questo paradosso si spiega con la trasformazione strutturale del mercato europeo del gas: la dipendenza dal Gas Naturale Liquefatto (GNL), necessaria per sostituire le forniture via tubo dalla Russia, comporta costi intrinseci più elevati legati ai processi di liquefazione, trasporto criogenico e rigassificazione.1A ciò si aggiungono gli oneri di sistema e le tasse ambientali (carbon tax) che penalizzano progressivamente i combustibili fossili, rendendo il metano una scelta sempre più onerosa per il riscaldamento domestico massivo.

Sul fronte dell'energia elettrica, il mercato mostra una stabilizzazione ma su plateau elevati. Le analisi ARERA e le proiezioni di mercato per il primo trimestre del 2026 stimano un costo del kilowattora per il cliente tipo intorno ai 27,97 centesimi di euro (tasse incluse), con un Prezzo Unico Nazionale (PUN) che oscilla tra 0,119 e 0,121 €/kWh nei mesi invernali.2Sebbene competitivo rispetto ai picchi del passato, questo livello di prezzo rende il riscaldamento puramente elettrico (es. pompe di calore in edifici non perfettamente coibentati o in zone climatiche rigide) una sfida economica, erodendo i margini di risparmio senza l'ausilio di un impianto fotovoltaico dimensionato generosamente.

1.2 Il Ruolo del Pellet come "Bene Rifugio" Energetico

In questo scenario di costi energetici elevati e volatili, il pellet si riafferma come stabilizzatore del budget familiare. L'analisi dei prezzi per la stagione 2025-2026 mostra che il mercato ha trovato un nuovo punto di equilibrio. Il prezzo del sacco da 15 kg, che aveva toccato punte irrazionali negli anni precedenti, si attesta in fase prestagionale (aprile-luglio) attorno ai 5,50 €, permettendo un costo del kWh termico estremamente competitivo.

Tuttavia, persiste una forte stagionalità. Durante i mesi invernali (novembre-febbraio), in assenza di scorte, il prezzo al dettaglio può salire rapidamente verso i 7,00 - 7,50 € al sacco.5Questo differenziale di quasi il 30-40% tra acquisto estivo e invernale sta modificando strutturalmente il comportamento d'acquisto del consumatore, che nel 2026 pianifica l'approvvigionamento come una vera e propria strategia di investimento domestico.

La competitività del pellet nel 2026 è confermata dal confronto diretto con il gas naturale. Mentre il costo del metano subisce la pressione della volatilità geopolitica e della tassazione CO2, il pellet, se acquistato strategicamente, mantiene un costo per MWh termico che può essere inferiore del 30-40% rispetto al gas e competitivo con le pompe di calore, specialmente quando si considerano le temperature di mandata necessarie per i radiatori esistenti.

1.3 Diversificazione delle Fonti e Sicurezza degli Approvvigionamenti

A livello di filiera, il 2026 vede un'Europa più resiliente. La lezione della crisi ucraina ha spinto verso una diversificazione radicale delle fonti di approvvigionamento di biomassa. I paesi del Nord Europa, come la Danimarca, hanno potenziato le infrastrutture per importare cippato e pellet dal Nord America, garantendo flussi costanti per i grandi impianti di teleriscaldamento e alleggerendo la pressione sulla produzione continentale.

In Italia, il mercato si sta evolvendo verso una valorizzazione delle risorse locali. Si assiste a un incremento dell'uso di scarti di mobilificio certificati e residui forestali, riconosciuti come biomassa incentivabile, riducendo parzialmente la dipendenza dalle importazioni.10Tuttavia, l'Italia rimane un importatore netto, e le dinamiche globali dei noli marittimi continuano a influenzare il prezzo finale al consumatore. La stabilità prevista per il 2026 nel settore logistico dovrebbe comunque scongiurare shock di offerta improvvisi.


2. Il Nuovo Paradigma Normativo: Conto Termico 3.0 e Direttive UE

2.1 Conto Termico 3.0: Architettura e Novità per il 2026

Il 2026 segna la piena operatività del Conto Termico 3.0, lo strumento principe per l'incentivazione dell'efficienza energetica termica in Italia. A differenza delle detrazioni fiscali (Ecobonus), che agiscono come credito d'imposta, il Conto Termico è un contributo diretto in denaro ("cashback") erogato dal GSE. La revisione normativa, giunta a maturazione con i decreti del 2025, introduce cambiamenti sostanziali mirati a sbloccare il potenziale di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Le principali innovazioni strutturali del Conto Termico 3.0 includono:

  1. Ampliamento della Platea: Oltre ai privati e alla Pubblica Amministrazione, il meccanismo include ora esplicitamente gli Enti del Terzo Settore e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Per queste ultime, sono previsti incentivi specifici che possono coprire fino a quote percentuali molto elevate della spesa per impianti a servizio di edifici condivisi.
  2. Incentivi per Sistemi Ibridi: Il decreto riconosce ufficialmente il ruolo strategico dei sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a biomassa) nella transizione energetica. L'installazione di tali sistemi, che permettono di decarbonizzare il riscaldamento anche in edifici non adatti alla sola pompa di calore, riceve un supporto specifico, a condizione che l'intervento preveda la sostituzione di vecchi impianti climatizzazione invernale.
  3. Procedure di Erogazione: Viene confermata e rafforzata la soglia dei 5.000 euro per l'erogazione in un'unica rata. Per la stragrande maggioranza delle installazioni domestiche di stufe e caminetti a pellet (il cui costo rientra quasi sempre in questo limite), ciò significa ricevere il bonifico di rimborso entro circa 60-90 giorni dalla fine dei lavori, un vantaggio finanziario enorme rispetto ai 10 anni delle detrazioni fiscali.15Per importi superiori, l'erogazione avviene in rate annuali (da 2 a 5 anni).
  4. Digitalizzazione: Il passaggio al nuovo Portaltermico, previsto in fase di pieno rilascio nel 2026, promette di semplificare il caricamento delle pratiche. Tuttavia, nel periodo transitorio a cavallo tra fine 2025 e inizio 2026, è stata prevista una procedura di "registrazione della richiesta" per non bloccare i cantieri in attesa della piattaforma definitiva.

2.2 Requisiti Tecnici e il Vincolo delle "Stelle"

L'accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0 nel 2026 è indissolubilmente legato alle prestazioni ambientali dei generatori. Non è più sufficiente acquistare una stufa "nuova": essa deve essere certificata.

  • Certificazione 5 Stelle: Sebbene il requisito base in passato fosse le 4 stelle, la tendenza normativa e di mercato per il 2026 spinge decisamente verso le 5 stelle come standard di fatto per accedere ai massimali di incentivo e per garantire l'installabilità nelle regioni del Bacino Padano.
  • Coefficienti Premianti: L'algoritmo di calcolo dell'incentivo continua a premiare le basse emissioni di polveri. Una stufa con emissioni di particolato vicine allo zero (tecnologia Core/T3) genererà un contributo economico superiore rispetto a un modello base, incentivando l'acquisto di top di gamma.

2.3 La Direttiva UE sulla Qualità dell'Aria 2024/2881

L'orizzonte normativo è dominato dalla Direttiva UE 2024/2881, il cui termine di recepimento è fissato all'11 dicembre 2026.21Questa direttiva impone agli Stati Membri di allineare i limiti di qualità dell'aria (PM2.5, NO2) alle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità entro il 2030.

L'impatto sul settore del riscaldamento a biomassa è profondo e irreversibile:

  • Giro di Vite sulle Emissioni: La direttiva costringe le regioni, specialmente quelle della Pianura Padana (già oggetto di procedure di infrazione), ad adottare piani di qualità dell'aria draconiani. Ciò si traduce nel divieto progressivo di utilizzo per i generatori a biomassa più vecchi (fino a 3 stelle) e nell'obbligo di installare solo apparecchi a 5 stelle nelle nuove ristrutturazioni.
  • Responsabilità Legale: Un aspetto innovativo della direttiva è il diritto al risarcimento per i cittadini la cui salute è stata danneggiata dalla violazione delle norme sulla qualità dell'aria.21Questo aumenta la pressione sulle amministrazioni locali affinché controllino e sanzionino gli impianti non a norma, rendendo l'accatastamento e la conformità UNI 10683 non più opzionali ma difensivi.

2.4 Restrizioni Regionali nel Bacino Padano

Per il 2026, la mappa dei divieti in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna si consolida:

  • Divieto di Installazione: È vietato installare generatori con classe inferiore a 4 stelle (in molti comuni 5 stelle).
  • Divieto di Utilizzo Temporaneo: Durante i periodi di allerta smog (semaforo arancione o rosso), scatta il divieto di utilizzo anche per stufe a 4 stelle in alcune aree, se è presente un sistema di riscaldamento alternativo.
  • Emilia-Romagna: Dal 1° ottobre 2025 è vietato l'uso di impianti a 3 stelle nei comuni sotto i 300 metri s.l.m., spingendo di fatto alla sostituzione forzata di un vasto parco macchine.
  • Bandi Regionali: Per mitigare l'impatto di questi divieti, le regioni continuano a finanziare bandi "rottamazione" che si cumulano spesso con il Conto Termico, permettendo in alcuni casi di coprire fino al 100% della spesa per le famiglie a basso reddito.

3. Dinamiche di Mercato del Biocombustibile

3.1 Prezzi e Tendenze di Acquisto

Il mercato del pellet nel 2026 ha raggiunto una maturità che si riflette nella stabilizzazione dei prezzi, pur mantenendo una ciclicità stagionale marcata.

  • Prezzo Prestagionale (Benchmark 2025/26): € 5,50 per sacco (15kg). Questo prezzo è accessibile principalmente acquistando interi bancali (65-70 sacchi) tra aprile e luglio.4
  • Prezzo Invernale: € 7,00 - € 7,50 per sacco. Questo è il prezzo "spot" al dettaglio nei supermercati o rivendite durante il picco della domanda.5

La tabella seguente illustra la convenienza relativa del pellet rispetto ad altre fonti, basata sui prezzi previsti per l'inverno 2026/27:

Fonte EnergeticaCosto Unitario StimatoRendimento ImpiantoCosto €/kWh TermicoNote
Legna da Ardere€ 18/q85%0,055Richiede lavoro manuale e stoccaggio
Pellet (Prestagionale)€ 5,50/sacco90%0,082Ottimo compromesso comfort/costo
Pompa di Calore (Elettrico)€ 0,28/kWhCOP 3.50,080Competitivo solo con COP alto (climi miti)
Pellet (Invernale)€ 7,20/sacco90%0,107Costoso senza pianificazione
GPL€ 0,75/litro90%0,128Molto costoso, soggetto a zona
Gas Metano€ 1,35/Smc98%0,140Include oneri fissi e tasse (+40% vs 2020)

Come evidenziato dai dati1, il pellet acquistato in prestagionale batte il metano e il GPL e compete testa a testa con le pompe di calore, offrendo però il vantaggio di temperature di mandata più alte, essenziali per chi possiede termosifoni in ghisa o alluminio non dimensionati per la bassa temperatura.

3.2 Certificazioni e Qualità: ENplus®

Nel 2026, la certificazione ENplus® A1 non è più un "plus" ma un requisito essenziale per la garanzia della stufa. I produttori di stufe (MCZ, Palazzetti, etc.) legano sempre più spesso la validità della garanzia all'uso di combustibile certificato. L'uso di pellet non certificato, ricco di cortecce o additivi chimici, causa un accumulo accelerato di residui nel braciere e nello scambiatore, portando a guasti elettronici e meccanici che vanificano il risparmio sull'acquisto del combustibile.10Il consumatore è ormai educato a cercare il marchio di qualità sul sacco.


4. L'Innovazione Tecnologica: Verso l'Emissione Zero

Il salto tecnologico compiuto dai produttori per il biennio 2026-2027 è stato guidato dalla necessità di sopravvivere ai limiti ambientali sempre più stringenti. La stufa a pellet del 2026 è un dispositivo radicalmente diverso da quello di dieci anni fa.

4.1 La Tecnologia "Core" e la Gassificazione

La tecnologia Core, introdotta da MCZ e divenuta uno standard per i prodotti di fascia alta nel 2026, rappresenta un cambio di paradigma nella fisica della combustione. Invece di una combustione diretta e turbolenta del pellet nel braciere, il sistema Core sfrutta i principi della gassificazione.

  1. Il Processo: Il pellet viene riscaldato in assenza di ossigeno sufficiente, sprigionando gas combustibili. Questi gas vengono poi incendiati in una seconda fase, in modo controllato e con un eccesso d'aria calibrato.
  2. Il Risultato Visivo: La fiamma non è più il "dardo" nervoso tipico del pellet, ma una fiamma morbida, lenta e danzante, esteticamente indistinguibile da quella della legna.
  3. Il Risultato Ambientale: Questo processo garantisce un abbattimento delle emissioni di polveri sottili del 40% rispetto ai limiti della certificazione 5 stelle (Aria Pulita), rendendo queste stufe a prova di future restrizioni normative.26Inoltre, il vetro rimane pulito molto più a lungo grazie all'assenza di turbolenze di cenere.
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4.2 Piattaforma T3 e Sistemi Autopulenti

Palazzetti risponde con la piattaforma T3 e il Complete Burning System. L'innovazione qui si concentra sulla totale combustione dei residui e sulla facilità di gestione.

  • E-Brusher (Braciere Autopulente): Nel 2026, la pulizia manuale giornaliera del braciere è un ricordo del passato. Sistemi meccanici brevettati (come l'E-Brusher o i bracieri rotanti) svuotano e puliscono automaticamente il fondo del crogiolo ad ogni accensione o a intervalli regolari. Questo permette alla stufa di funzionare per giorni o settimane senza che l'utente debba aprire lo sportello, mantenendo l'efficienza di combustione sempre al picco massimo.

4.3 Sistemi Ibridi: L'Alleanza Pellet-Pompa di Calore

Una delle tendenze più forti del 2026 è l'integrazione. I sistemi ibridi combinano una pompa di calore aria-acqua con una caldaia a pellet.

  • Logica di Funzionamento: Il sistema di controllo decide quale generatore attivare. Nelle mezze stagioni (sopra i 5-7°C), lavora la pompa di calore con alta efficienza (COP > 3). Quando la temperatura crolla e il COP scende (o il costo dell'elettricità è alto in quella fascia oraria), il sistema attiva il pellet, che fornisce potenza termica brutale a basso costo e alta temperatura per i radiatori.31
  • Incentivi: Il Conto Termico 3.0 incentiva specificamente questa configurazione come soluzione ottimale per la riqualificazione energetica di edifici esistenti non isolati perfettamente.

4.4 IoT e Connettività: "The Mind"

Edilkamin guida la rivoluzione digitale con il sistema The Mind. La stufa del 2026 è nativamente connessa.

  • Diagnostica Remota: Il centro assistenza può collegarsi alla stufa via internet per leggere i codici di errore, verificare i parametri di combustione (tiraggio, temperatura fumi) e spesso risolvere il problema senza uscire fisicamente.33
  • Smart Home: L'integrazione con Alexa, Google Home e i sistemi domotici è standard. L'utente non accende più la stufa con un telecomando dedicato, ma la inserisce in "scenari" (es. "Scenario Rientro a Casa": accendi luci, alza tapparelle, porta stufa a 21°C).

5. Normative Tecniche e Sicurezza: Focus UNI 10683

La normativa tecnica UNI 10683 rimane la bibbia per l'installazione nel 2026. La sua applicazione rigorosa è condizione necessaria non solo per la sicurezza, ma per la validità della garanzia e l'accesso agli incentivi.

5.1 Divieto di Scarico a Parete

La norma e le leggi vigenti (D.Lgs 102/2014 e successivi) confermano il divieto di scarico a parete per i nuovi impianti termici. Lo scarico fumi deve avvenire obbligatoriamente a tetto, oltre la zona di reflusso, per garantire la dispersione degli inquinanti.36

Esistono deroghe molto limitate per le ristrutturazioni di impianti termoautonomi esistenti in condomini dove non è tecnicamente possibile andare a tetto, ma tali deroghe nel 2026 sono soggette all'installazione di generatori a 5 stelle con emissioni di NOx e PP estremamente ridotte. Lo scarico a parete "selvaggio" è fonte di contenziosi legali con i vicini e multe salate.

5.2 Manutenzione Obbligatoria

La UNI 10683 definisce anche i protocolli di manutenzione.

  • Pulizia Generatore: Deve essere eseguita secondo le indicazioni del costruttore (spesso annuale).
  • Pulizia Impianto Fumario (Spazzacamino): Obbligatoria. Un impianto sporco riduce il tiraggio, peggiora la combustione e rischia l'incendio della fuliggine. Il costo di una pulizia professionale nel Nord Italia nel 2026 varia tra 80€ e 150€.38
  • Libretto di Impianto: Ogni intervento deve essere registrato sul libretto di impianto (CIT/CITER) dal manutentore abilitato. Senza questa registrazione, l'impianto è legalmente "inesistente" o non conforme, esponendo il proprietario a sanzioni durante i controlli.

6. Analisi Competitiva dei Produttori

Il panorama competitivo del 2026 vede il consolidamento dei grandi gruppi e la specializzazione tecnologica.

6.1 MCZ Group

Leader nel design e nell'innovazione "user-centric". La tecnologia Core è il loro fiore all'occhiello per le prestazioni ambientali. La serie Maestro+ ha ridefinito l'interfaccia utente, spostando tutto su smartphone per pulire l'estetica della stufa. I modelli Mako, Curve e Mood sono i best-seller per chi cerca un oggetto d'arredo oltre che una fonte di calore.

6.2 Palazzetti

Forte sulla solidità e sulla piattaforma T3. Palazzetti ha investito massicciamente sui sistemi di pulizia dei fumi e sulla gestione delle ceneri, rendendo le sue stufe "installa e dimentica" (per quanto possibile). La gamma Ecofire copre ogni esigenza, dalle stufe slim salva-spazio alle potenti idrostufe per ville di grandi dimensioni. La certificazione Aria Pulita è onnipresente.

6.3 Ravelli (Jøtul Group)

Punta sulla tecnologia Dual Convection e sul comfort acustico. La filosofia Zero Philosophy mira a eliminare le ventole rumorose sfruttando la convezione naturale. Il sistema di braciere autopulente intelligente è tra i più affidabili. Essendo parte del gruppo Jøtul, beneficia di un know-how internazionale sulla combustione.

6.4 Edilkamin

Il riferimento per l'integrazione impiantistica. Le loro caldaie e termostufe sono progettate per gli installatori, con kit idraulici completi e facili da configurare. Il sistema The Mind rende i loro prodotti i più avanzati sul fronte della connettività e della diagnostica remota, un plus enorme per l'assistenza post-vendita.

6.5 Austroflamm

Rappresenta la nicchia dell'alta qualità austriaca. Il sistema Heat Memory System (HMS) è unico: accumula calore in pietre refrattarie speciali (Keramott) e lo rilascia per ore dopo lo spegnimento della stufa (fino a 8 ore), unendo la praticità del pellet al comfort radiante delle stube in maiolica.


7. Analisi Economica per il Consumatore Finale

7.1 ROI e Payback Period

Investire in una stufa a pellet nel 2026 conviene ancora? La risposta è sì, ma il calcolo è più complesso che in passato.

Consideriamo un esempio tipo: famiglia in Zona E (Pianura Padana/Appennino), casa 120mq, consumo precedente 1500 Smc di gas.

  • Scenario Gas Metano: 1500 Smc * € 1,35/Smc = € 2.025 / anno.
  • Scenario Pellet: Fabbisogno termico equivalente coperto con ca. 300 sacchi di pellet (4,5 tonnellate).
    • Costo Pellet (Prestagionale € 5,50): 300 * 5,50 = € 1.650.
    • Risparmio Lordo: € 375 / anno.
  • Scenario Sostituzione con Incentivo:
    • Costo Stufa 5 Stelle installata: € 4.000.
    • Incentivo Conto Termico (Zona E, stufa performante): ca. € 1.500 - € 1.800 (erogati in 2 mesi).
    • Costo Netto Investimento: € 2.200.
    • Payback Period (solo su risparmio combustibile): ca. 6 anni.

Tuttavia, se il confronto viene fatto con il GPL o il gasolio, il risparmio annuale supera i 1.000€, portando il payback period a meno di 2 anni. Inoltre, il valore dell'immobile aumenta grazie al miglioramento della classe energetica (APE).

7.2 Total Cost of Ownership (TCO)

Nel calcolo economico del 2026 bisogna includere il TCO:

  • Manutenzione Ordinaria: 100-150€/anno (spazzacamino).
  • Elettricità: Le stufe moderne consumano poco, ma vanno considerate (ca. 30-50€/anno).
  • Ricambi: Candeletta di accensione (ogni 2-3 anni), guarnizioni.Il pellet rimane vincente per chi sostituisce combustibili costosi (GPL, Gasolio) o per chi vuole ridurre la bolletta del gas in case energivore. Per le case nuove in classe A4, la pompa di calore abbinata al fotovoltaico rimane spesso la scelta primaria, con il pellet come eventuale integrazione di design o sicurezza.
  • "Stufa pellet 5 stelle conto termico calcolo incentivo"
  • "Migliori stufe pellet 2026 silenziose per corridoio"
  • "Divieti stufe biomassa Lombardia 2027"
  • "Pellet certificato ENplus A1 offerta prestagionale bancale"
  • "Manutenzione stufa pellet fai da te vs tecnico"

Il biennio 2026-2027 non sarà un periodo di "business as usual" per il mondo del pellet. Sarà il momento della selezione naturale. Le normative ambientali e il Conto Termico 3.0 spazzeranno via dal mercato i prodotti tecnologicamente poveri, lasciando spazio solo a macchine intelligenti, connesse e a bassissime emissioni.

Per il consumatore, la stufa a pellet si conferma una scelta razionale e sicura contro l'inflazione energetica, a patto di abbracciare la modernità: scegliere prodotti 5 stelle, usare pellet certificato, fare manutenzione regolare e sfruttare gli incentivi statali. Chi saprà navigare questo ecosistema complesso, fatto di app, certificazioni e acquisti strategici, troverà nel pellet non solo una fonte di calore, ma uno strumento di indipendenza energetica e comfort abitativo senza pari.