🔥 Conto Termico 3.0: guida completa 2025–2026 per proprietari e amministratori a Verona

🔥 Conto Termico 3.0: guida completa 2025–2026 per proprietari e amministratori a Verona

Il Conto Termico 3.0, introdotto dal D.M. 7 agosto 2025 e operativo dalla fine del 2025, ridefinisce le regole per ottenere contributi a fondo perduto su interventi di efficienza energetica e produzione termica da fonti rinnovabili, con impatti concreti su condomìni, ristrutturazioni e sostituzione di generatori (incluse le stufe a pellet) nei comuni veronesi e limitrofi.

Questa guida pratica spiega cosa cambia rispetto alle versioni precedenti, quali opere rientrano, come gestire la SCIA e la documentazione tecnica richiesta dalla UNI 10683 per canne fumarie e tiraggio, e offre esempi locali, checklist operative e strumenti immediatamente utilizzabili per accelerare la pratica e massimizzare l’incentivo.

Cosa non funziona più come prima e perché conviene muoversi

I vincoli di ammissibilità sono più stringenti su alcuni fronti: gli interventi devono riguardare edifici dotati di impianto di climatizzazione invernale esistente alla data di entrata in vigore del decreto e rispettare limiti di potenza e compatibilità tecnica stabiliti negli allegati del decreto.

Per i condomìni questo significa che le sostituzioni di generatori centralizzati o le installazioni collettive (pompe di calore, sistemi ibridi) richiedono una documentazione preliminare più articolata rispetto al passato, ma offrono percentuali di contributo più elevate e coperture anche per progettazione, diagnosi energetiche e opere accessorie.

Perché la UNI 10683 diventa centrale nelle ristrutturazioni

La norma UNI 10683 disciplina progettazione, installazione e manutenzione delle canne fumarie per apparecchi a combustibile solido (compresa la gestione delle stufe a pellet) e si integra con le richieste documentali del Conto Termico 3.0 quando l’intervento modifica il sistema di evacuazione dei prodotti della combustione.

In pratica, ogni intervento che interessi tiraggio, coibentazione della canna fumaria o collegamento di nuovi generatori collettivi deve essere accompagnato da relazione tecnica, eventuale verifica del tiraggio pre/post intervento e dichiarazione di conformità alla UNI 10683 per essere accettabile nella pratica incentivante.

Ostacoli pratici nella gestione condominiale e come evitarli

La gestione della pratica per un condominio presenta tre punti critici ricorrenti: coordinamento tra condomini, compatibilità dell’impianto esistente e adeguamento delle canne fumarie. Questi elementi possono bloccare l’accesso al contributo o ritardare l’erogazione.

Per ridurre i tempi, conviene ottenere prima una diagnosi energetica di base che identifichi: stato dell’impianto termico, potenza installata, necessità di contabilizzazione e stato delle canne fumarie secondo UNI 10683. Con questi documenti è possibile scegliere la soluzione ammissibile e predisporre la SCIA e la scheda-domanda richiesta dal GSE.

Mini-narrazione: condominio veronese, rischio di spesa imprevista e soluzione praticabile

Sitazione: un condominio in borgo di Verona decide di sostituire una caldaia centralizzata obsoleta con una pompa di calore ibrida per ridurre costi e emissioni.

Conflitto: gli impianti fumari erano progettati per caldaie a gas; la canna fumaria comune non rispettava i requisiti della UNI 10683 per eventuale coesistenza con generatori a pellet e risultava insufficiente per i nuovi collegamenti, mettendo a rischio l’accesso al contributo.

Risoluzione: l’amministratore commissiona una verifica tecnica, si esegue la coibentazione e il ripristino della canna fumaria secondo UNI 10683, si allega la relazione tecnica alla SCIA e alla domanda Conto Termico; il condominio ottiene il contributo e riduce i tempi di rientro dell’investimento.

Prova

Incentivo: contributi fino al 65% per pompe di calore su edifici residenziali e maggiorazioni per interventi su condomìni, con copertura anche delle spese tecniche e di progettazione.

Tempistiche medie: istruttoria GSE per pratiche standard circa 60–120 giorni; tempi più lunghi (fino a 6 mesi) se mancano APE o diagnosi energetica completa.

Costi tipici (contesto veronese): sostituzione generatore centralizzato con pompa di calore 50–100 kW: investimento indicativo 40.000–90.000 €; contributo stimato 30–65% a seconda della tipologia d’intervento e categorie di beneficiari.

Intervento Range costo indicativo Contributo tipico Documento imprescindibile
Sostituzione caldaia condominiale con PAC 40.000–90.000 € 30–65% Relazione tecnica + APE
Installazione stufa a pellet singola 2.000–6.000 € Variabile Dichiarazione conformità UNI 10683
Coibentazione canna fumaria 1.000–8.000 € Copertura parziale Relazione tecnica e misurazione tiraggio
Sistemi ibridi (PAC + caldaia) 10.000–50.000 € Maggiore se integrati Progetto esecutivo + documenti tecnici

Passaggi pratici per avviare la pratica in modo rapido

  • Raccogliere documentazione dell’impianto esistente (libretto impianto, potenze, planimetrie).
  • Comandare una verifica canna fumaria conforme UNI 10683 con misurazione del tiraggio prima dell’intervento.
  • Commissionare una diagnosi energetica o APE quando richiesta dal decreto per massimizzare il contributo.
  • Predisporre la SCIA edilizia (se l’intervento la richiede) e la scheda-domanda GSE con allegati tecnici.
  • Indicare in pratica eventuali lavori accessori (coibentazione, contabilizzazione) per includerli nel computo incentivi.

Caso studio realistico — Condominio in centro a Verona

Intervento: sostituzione caldaia centralizzata con pompa di calore aria-acqua da 65 kW, coibentazione della canna fumaria comune e installazione di contabilizzazione.

Spesa totale: 68.000 €; Contributo Conto Termico 3.0: 44% (30.000 €) più rimborso per diagnosi e progettazione pari a 4.000 €; spesa netta condominio: 34.000 €; tempo di rientro stimato: 6–8 anni grazie a risparmi energetici e minori costi di manutenzione rispetto alla precedente caldaia a gas.

Checklist operativa per amministratori veronesi

  • Verificare la data di entrata in servizio dell’impianto esistente (requisito di ammissibilità).
  • Ottenere relazione UNI 10683 se si interviene su canne fumarie o stufe a pellet.
  • Programmare diagnosi energetica/A.P.E. quando richiesta dal tipo di intervento.
  • Predisporre SCIA e assemblea condominiale con delega per firma della domanda GSE.
  • Tenere pronti fatture, bonifici e dichiarazioni di conformità per l’istruttoria.

Strumenti, tecniche e template immediatamente utilizzabili

  • Template relazione tecnica UNI 10683: elenco stato canna fumaria, misure di tiraggio ante/post, interventi di coibentazione necessari.
  • Checklist APE semplificata per interventi minori: dati consumi, profilo climatico locale, potenze generatori.
  • Modulo interno per assemblea condominiale: delibera di approvazione intervento e delega all’amministratore per la SCIA e la domanda GSE.
  • Foglio di calcolo per stima R.O.I.: investimento, contributo stimato, risparmio annuo e payback.

Consiglio tecnico finale: prima di firmare contratti, richiedere una verifica scritta della canna fumaria conformemente alla UNI 10683 e una stima del contributo Conto Termico 3.0 basata su APE/diagnosi: questo riduce i rischi di esclusione dalla misura e abbrevia i tempi di erogazione.