⚠️ Come si forma il monossido di carbonio in casa e come proteggersi - Il Reporter
Una sera d’inverno a Verona, in un condominio di viale del Lavoro, una famiglia si sveglia con mal di testa, nausea e confusione. Niente febbre, niente virus. Solo un’aria pesante, quasi soffocante. Il medico di turno sospetta subito: monossido di carbonio. Fortunatamente, nessuno finisce in ospedale. Ma la domanda che resta è sempre la stessa: come può un gas invisibile e inodore trasformare la propria casa in una trappola?
Il monossido di carbonio (CO) non è un problema solo di vecchi impianti o di case maltenute. Può formarsi in qualsiasi appartamento, in qualsiasi palazzo, soprattutto quando si usano stufe a pellet, caldaie, camini o scaldabagni a gas. A Verona, dove le canne fumarie condominiali sono spesso condivise e vecchie, il rischio aumenta se non si rispettano le regole di manutenzione e progettazione, come quelle previste dalla norma UNI 10683.
Questo articolo non vuole spaventare, ma chiarire: dove nasce il CO in casa, perché a Verona certi errori sono più frequenti, e soprattutto come proteggersi con scelte concrete, anche se si vive in un condominio con canna fumaria comune.
Da dove nasce il monossido di carbonio in casa
Il monossido di carbonio si forma quando un combustibile (gas, pellet, legna, olio) brucia in modo incompleto. Non è un difetto del materiale, ma un problema di condizioni: poco ossigeno, tiraggio insufficiente, o scarso ricambio d’aria.
Le situazioni più comuni a Verona sono: caldaie a gas con bruciatore sporco, stufe a pellet installate senza rispettare la norma UNI 10683, camini con canne fumarie intasate o non coibentate, o scaldabagni in ambienti chiusi senza ventilazione. In tutti questi casi, la combustione non è pulita: il gas che dovrebbe uscire dal camino si accumula in casa.
Il problema è che il CO non si vede, non si sente, non puzza. A basse concentrazioni provoca mal di testa, stanchezza, nausea. A concentrazioni più alte, può portare a perdita di coscienza, danni neurologici, o morte. E spesso arriva in silenzio, soprattutto di notte, quando le finestre sono chiuse e gli impianti lavorano a pieno.
Quando la canna fumaria diventa un rischio
A Verona, molti condomini hanno canne fumarie verticali comuni, spesso di vecchia costruzione. Se non sono state progettate o manutenute secondo la norma UNI 10683, possono diventare un serbatoio di CO. Il tiraggio insufficiente, le ostruzioni, la mancanza di coibentazione o la presenza di curve sbagliate impediscono ai fumi di salire e uscire.
Un altro errore frequente: installare una stufa a pellet in un appartamento senza verificare se la canna fumaria è adatta. A volte si usano canne fumarie non coibentate, troppo lunghe, o con diametro sbagliato. Il risultato? Fumi che non riescono a uscire, tiraggio negativo, e CO che torna in casa.
Un caso reale: il palazzo di Borgo Milano
In un condominio di Borgo Milano, un amministratore si è trovato davanti a una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per l’installazione di una stufa a pellet al terzo piano. L’impianto era stato fatto da un’azienda esterna, ma la canna fumaria comune non era stata verificata.
Dopo pochi mesi, due famiglie hanno cominciato a lamentare mal di testa e stanchezza cronica. Un tecnico ha misurato il CO: 80 ppm in cucina, ben oltre i limiti di sicurezza. La canna fumaria era vecchia, non coibentata, con tiraggio insufficiente. Il fumo della stufa non usciva bene e tornava in casa.
L’amministratore ha fatto intervenire un’azienda specializzata: canna fumaria sostituita con sistema coibentato, rispettando la UNI 10683, e installazione di rilevatori di CO in ogni appartamento. Oggi il tiraggio è corretto, le concentrazioni di CO sono a zero, e i residenti dormono tranquilli.
Come proteggersi in modo pratico
La prima regola è semplice: nessun impianto a combustibile va installato senza un progetto che tenga conto della canna fumaria, del tiraggio e della ventilazione. A Verona, questo significa rispettare la UNI 10683, soprattutto per stufe a pellet e caldaie in condominio.
Per chi vive in un condominio, è fondamentale che l’amministratore organizzi una manutenzione periodica delle canne fumarie comuni. Una canna fumaria pulita, coibentata e con tiraggio corretto non solo evita il CO, ma migliora anche l’efficienza energetica e riduce i consumi.
Strumenti e controlli da fare subito
Se hai una stufa a pellet, un camino o una caldaia a gas, puoi già fare qualcosa oggi:
- Verifica che la canna fumaria sia pulita e senza ostruzioni (almeno una volta all’anno).
- Controlla che ci sia sempre un ricambio d’aria sufficiente: non chiudere del tutto le finestre quando usi la stufa o il camino.
- Installa almeno un rilevatore di monossido di carbonio vicino ai locali con impianti a combustibile.
- Assicurati che la canna fumaria sia coibentata, soprattutto se è esterna o passa in ambienti freddi.
- Se stai installando una stufa a pellet, chiedi al tecnico di verificare il tiraggio e di rispettare la norma UNI 10683.
Prova: numeri e dati dal territorio
Negli ultimi anni, a Verona e in provincia, sono aumentate le segnalazioni di CO in appartamenti con stufe a pellet e camini. In molti casi, le analisi hanno mostrato concentrazioni tra i 30 e i 100 ppm in cucina o in camera da letto, soprattutto di notte.
Le cause principali? Canne fumarie non coibentate, tiraggio insufficiente, installazioni fatte senza rispettare la UNI 10683, e mancanza di rilevatori di CO. In alcuni condomini, il problema è emerso solo dopo che un medico ha sospettato un’intossicazione da CO e ha consigliato di misurare l’aria.
Quando si interviene con canne fumarie coibentate, pulizia periodica e rilevatori, le concentrazioni di CO scendono a zero e i sintomi scompaiono. Non è un miracolo: è semplice rispetto delle regole di sicurezza.
Caso studio: famiglia in casa singola a San Bonifacio
Una famiglia a San Bonifacio (provincia di Verona) ha installato una stufa a pellet in salotto, collegata a una canna fumaria esistente. Dopo poche settimane, i bambini hanno cominciato ad avere mal di testa e stanchezza, soprattutto al mattino.
Un tecnico ha misurato il CO: 65 ppm vicino alla stufa, 40 ppm in camera da letto. La canna fumaria era vecchia, non coibentata, e il tiraggio era negativo. Il fumo non usciva bene e tornava in casa.
Intervento: canna fumaria sostituita con sistema coibentato, rispettando la UNI 10683, e installazione di due rilevatori di CO. Risultato: CO sceso a 0 ppm, sintomi scomparsi, consumi di pellet ridotti del 15% grazie a una combustione più efficiente.
Cosa fare in un condominio a Verona
Per gli amministratori e i condomini di Verona, la chiave è la prevenzione collettiva. Ecco una checklist operativa per canne fumarie condominiali:
| Controllo | Chi lo fa | Frequenza |
|---|---|---|
| Verifica tiraggio canna fumaria | Tecnico specializzato | Prima di ogni nuova installazione |
| Pulizia canna fumaria comune | Spazzacamino / azienda certificata | Almeno 1 volta all’anno |
| Verifica coibentazione canna fumaria | Tecnico impianti / termotecnico | Ogni 3–5 anni |
| Installazione rilevatori CO in ogni appartamento | Condomini / proprietari | Una tantum |
| Rispetto norma UNI 10683 per nuove stufe a pellet | Installatore / progettista | Obbligatorio per ogni nuova SCIA |
Un modello semplice per la tua casa
Se vuoi un sistema rapido per valutare il rischio CO in casa tua, puoi usare questo schema:
- Locali con impianti a combustibile: caldaia, stufa a pellet, camino, scaldabagno a gas.
- Verifica: c’è ricambio d’aria? Finestre apribili? Griglie di ventilazione?
- Verifica: canna fumaria pulita, coibentata, con tiraggio corretto?
- Verifica: c’è almeno un rilevatore di CO vicino ai locali a rischio?
Se una di queste condizioni manca, il rischio CO aumenta. E a Verona, dove l’inverno è lungo e le case sono spesso chiuse, non è il caso di correre rischi.
Consiglio tecnico finale: Non aspettare un mal di testa o una SCIA per controllare la canna fumaria: fai una prova pratica. Accendi la stufa o il camino, chiudi tutte le porte e le finestre, e osserva la fiamma. Se la fiamma è gialla, tremolante, o se senti odore di fumo in casa, il tiraggio è sbagliato. E se il tiraggio è sbagliato, il monossido di carbonio è già in casa, anche se non lo vedi.