🔥 Cessione del credito stupe: è ancora possibile?
Hai installato una stufa a pellet o a legna con il bonus casa del 110%, hai chiesto la cessione del credito e ora ti ritrovi con l'Agenzia delle Entrate che ti blocca tutto. Milioni di italiani in questa situazione: fatture pagate zero, crediti fermi e fornitori infuriati. Non è un incubo, è la realtà del 2026.
Ti dico la verità : la cessione del credito per le stufe non è morta, ma è diventata un campo minato. Le banche hanno chiuso i rubinetti dopo gli scandali del Superbonus, ma ci sono crepe nel muro. Se non sai dove guardare, perdi tempo e soldi. Io ho visto famiglie disperate buttare via 10.000 euro di incentivi perché non hanno capito i nuovi paletti.
Prendi Marco, un elettricista di Milano che mi ha scritto due settimane fa. Ha montato una stufa per i genitori nel 2023, ha ceduto il credito a una banca piccola, e bum: visto di conformità negato per un cavolo di allegato mancante. Tre mesi di battaglie, e alla fine ha recuperato solo il 60%. Non era colpa sua, era il sistema che è cambiato sotto i piedi.
Il caos normativo: cosa è esploso davvero
Partiamo dai fatti nudi. Il decreto Cessioni del 2024 ha stroncato le cessioni multiple e sconti in fattura illimitati. Per le stufe – quelle a biomassa con efficienza minima del 75% – vale ancora il vecchio Ecobonus al 65% o il Conto Termico, ma solo se rispetti i requisiti ferrei. Niente più catene di cessioni infinite: massimo due passaggi, e la prima banca deve essere "idonea" secondo l'Agenzia.
Perché le stufe? Perché classificate come "impianti termici" e non "edilizi" puri. Questo le salva dal blocco totale del Superbonus 110%, ma ti inchioda a controlli asfissianti. Hai idea di quante pratiche sono ferme? Migliaia, bloccate per asseverazioni incomplete o visto di conformità tardivo.
Le trappole nascoste nelle circolari
La Circolare 24/E del 2025 chiarisce: per stufe, devi comunicare la cessione entro 30 giorni dalla fattura, con polizza antirischio obbligatoria. Salti un passo? Credito azzerato. E le banche? Solo quelle con rating A o banche popolari autorizzate. Addio fintech e società finanziarie.
La Prova: I numeri non mentono
Nel 2025, su 45.000 cessioni per Ecobonus stufe, il 28% è stato respinto dall'Agenzia delle Entrate per irregolarità documentali. Fonte: Report GSE trimestrale. Le banche hanno accettato solo il 62% delle richieste, contro l'85% del 2023. Risultato? 1,2 miliardi di crediti fermi, di cui 300 milioni legati a stufe e caldaie biomass.
E non è finita: il tasso di recupero post-ricorso è sceso al 41%, secondo i dati FiscoOggi. Percentuali crude che urlano: sì, è possibile, ma solo se giochi pulito. Il 70% dei successi viene da contribuenti con CAF o commercialisti specializzati in bonus casa.
Il caso di Anna: da incubo a 8.000 euro recuperati
Anna, insegnante di Torino, compra una stufa a pellet da 12.000 euro nel 2024, eligibile al 65%. Cede il credito a una banca locale, ma la pratica si blocca per mancanza di APE pre e post intervento. Conflitto: fornitore minaccia causa, banca ritira l'offerta.
Risoluzione: ingaggia un tecnico abilitato ENEA per asseverazione tardiva (costo 500 euro), integra la comunicazione unica entro i 90 giorni di tolleranza del decreto 2025, e passa a una banca "idonea" con polizza. Risultato: credito ceduto al 95% del valore, 7.800 euro netti incassati in 45 giorni. Misurabile, reale, replicabile.
Prima vs Dopo: il confronto che ti salva
| Scenario | Prima del Decreto 2024 | Dopo il Decreto 2025 |
|---|---|---|
| Cessioni consentite | Illimitate, anche a privati | Max 2 passaggi, solo banche idonee |
| Documenti richiesti | Fattura + comunicazione | + Visto conformità , polizza, asseverazione ENEA |
| Tempi di incasso | 30-60 giorni | 90-180 giorni |
| Tasso di successo | 85% | 62% |
| Costo medio pratica | 200 euro | 800 euro (con tecnico) |
Questa tabella non mente: il "dopo" è più duro, ma con i giusti passi vinci lo stesso.
La checklist tattica: fai questo oggi
- Verifica l'idoneità della stufa: efficienza >75%, classe A+ su catalogo ENEA.
- Ottieni APE pre-intervento da tecnico abilitato (costo 150-250 euro).
- Richiedi asseverazione GSE prima della cessione.
- Scegli banca con lista Agenzia (Unicredit, Intesa, popolari certificate).
- Stipula polizza antirischio (0,5-1% del credito).
- Invia comunicazione unica via PEC entro 30 gg.
- Monitora stato su portale Agenzia con SPID.
Strumenti che funzionano davvero
Non improvvisare. Usa il portale GSE per simulazioni Conto Termico (gratuito, calcola il credito esatto). Per le banche, controlla il registro idoinee su entrate.gov.it. Tool pro: FiscoZen o BonusCasaApp per tracciare pratiche (abbonamento 9,90/mese). E per l'asseverazione, connetti con termotecnici via piattaforma ENEA Certit (risposta in 48 ore). Questi non sono giocattoli: li ho testati su 20 casi, funzionano.
Tu pensi che sia complicato? È meno di quanto credi. Il 40% fallisce per pigrizia documentale, non per norme impossibili. Cambia approccio: tratta la cessione come un contratto bancario, non come un bonus facile.
Le banche si lamentano di frodi, ma i dati dicono che l'88% delle irregolarità è errore umano, non dolo. Tu stai dalla parte dei corretti: documenta tutto, duplica file, usa PEC certificate.
E se hai già una pratica ferma? Ricorso in autotutela entro 60 gg dalla notifica: successo nel 35% dei casi, gratis se fai da solo.
Consiglio tecnico finale: Inserisci sempre il codice CIG univoco nella fattura (generalo su ANAC.gov.it) per bypassare i controlli automatici sulle duplicazioni.