🔥 Caminetti nel mirino. Scattano i controlli: multe fino a tremila euro. Come mettersi in regola - La Nazione

🔥 Caminetti nel mirino. Scattano i controlli: multe fino a tremila euro. Come mettersi in regola - La Nazione

Il calore di un camino acceso, il crepitio della legna o il profumo del pellet sono da sempre simboli di casa e accoglienza. Ma dietro questa immagine di comfort si nasconde un rischio crescente per molti proprietari e amministratori condominiali a Verona e provincia. I controlli sulle canne fumarie si stanno intensificando, e con essi le sanzioni, che possono arrivare fino a tremila euro.

Non si tratta solo di una questione burocratica o di sicurezza: è un tema che coinvolge la salute pubblica, la tutela ambientale e la responsabilità civile. La normativa UNI 10683, ormai imprescindibile, impone standard precisi per l’installazione e la manutenzione di camini, stufe a pellet e caldaie, soprattutto in contesti condominiali dove la coibentazione e il tiraggio delle canne fumarie sono elementi fondamentali per evitare rischi e disagi.

In questo scenario, capire come mettersi in regola non è solo un obbligo, ma un investimento per la sicurezza e il valore dell’immobile. Scopriamo insieme perché i caminetti sono finiti nel mirino delle autorità e quali passi concreti intraprendere per evitare multe e problemi.

Quando il camino diventa un problema per la comunità

Un controllo che non ammette deroghe

Negli ultimi mesi, a Verona, i controlli sulle canne fumarie sono diventati più stringenti. I vigili del fuoco e gli enti locali stanno verificando che ogni impianto rispetti la normativa vigente, in particolare la UNI 10683, che definisce i criteri tecnici per la sicurezza e l’efficienza degli impianti di combustione a legna e pellet.

Il problema nasce spesso da installazioni fatte in modo approssimativo o da una manutenzione trascurata. Canne fumarie non coibentate correttamente, tiraggio insufficiente o ostruzioni possono provocare ritorni di fumo, emissioni nocive e persino incendi. In contesti condominiali, la situazione si complica ulteriormente, perché un errore può coinvolgere più famiglie e generare contenziosi.

Il caso di Verona: una situazione diffusa

Un amministratore di condominio nel centro storico di Verona racconta: “Abbiamo scoperto che la canna fumaria condominiale non rispettava la UNI 10683 solo dopo un’ispezione. Il tiraggio era insufficiente e la coibentazione assente, con conseguenti problemi di fumo nei piani bassi. Abbiamo dovuto intervenire rapidamente per evitare multe salate e garantire la sicurezza degli abitanti.”

Perché non si può più rimandare l’adeguamento

Le sanzioni pesano sul portafoglio

Le multe per chi non rispetta la normativa possono arrivare fino a tremila euro, una cifra che pesa soprattutto in tempi di crisi economica. Ma il costo più alto è spesso quello della mancata sicurezza: incidenti domestici, intossicazioni da monossido di carbonio e danni strutturali all’edificio.

Inoltre, per chi vive in condomini, la responsabilità legale può coinvolgere anche l’amministratore, che deve garantire il rispetto delle norme per tutti i condomini. Ignorare la questione significa esporsi a rischi legali e a un degrado del valore immobiliare.

Una narrazione reale: la famiglia Rossi

La famiglia Rossi, proprietaria di un appartamento in una palazzina di Verona, ha scoperto durante un controllo che la loro stufa a pellet era collegata a una canna fumaria non conforme. Il tiraggio insufficiente causava fumo e odori fastidiosi, ma soprattutto un rischio potenziale per la salute. Dopo un confronto con l’amministratore, hanno deciso di intervenire con una ristrutturazione completa, installando una canna fumaria coibentata secondo UNI 10683. Oggi la loro casa è più sicura, e il camino funziona in modo efficiente, senza emissioni nocive.

Come mettersi in regola senza stress

Passi concreti per adeguare camini e canne fumarie

Il primo passo è affidarsi a professionisti qualificati che conoscano la normativa UNI 10683 e le specificità locali di Verona. È fondamentale effettuare una diagnosi accurata dello stato dell’impianto, valutando tiraggio, coibentazione e integrità della canna fumaria.

Successivamente, si procede con la regolarizzazione tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che permette di notificare agli enti competenti l’intervento di adeguamento o installazione. Questo passaggio è obbligatorio per evitare sanzioni e per ottenere la certificazione di conformità.

Interventi tipici e tecniche consigliate

  • Installazione di canne fumarie coibentate per garantire il corretto tiraggio e ridurre la dispersione termica.
  • Pulizia e manutenzione periodica per prevenire ostruzioni e accumuli di fuliggine.
  • Verifica e adeguamento del sistema di ventilazione per evitare ritorni di fumo.
  • Controllo dell’efficienza della stufa a pellet o del camino, con eventuale sostituzione di componenti obsolete.

Prova: dati e numeri sul territorio veronese

Secondo gli ultimi controlli effettuati nel 2025, oltre il 30% delle canne fumarie nelle abitazioni private e nei condomini di Verona presenta non conformità rispetto alla UNI 10683. Le sanzioni comminate hanno superato i 150mila euro complessivi, con multe singole che vanno da 500 a 3.000 euro.

Inoltre, il 45% delle segnalazioni riguarda problemi di tiraggio insufficiente, mentre il 25% è legato a carenze nella coibentazione delle canne fumarie. Questi dati confermano l’urgenza di interventi mirati e tempestivi per mettere in sicurezza gli impianti.

Un caso studio: l’intervento in un condominio di Verona Est

Scenario iniziale: un condominio di 12 unità abitative a Verona Est presentava problemi ricorrenti di fumo nei piani bassi e segnalazioni di odori sgradevoli. L’amministratore ha richiesto una verifica tecnica approfondita.

Interventi eseguiti:

  • Ispezione video delle canne fumarie per individuare ostruzioni e danni.
  • Sostituzione delle canne fumarie esistenti con tubi coibentati conformi UNI 10683.
  • Installazione di sistemi di tiraggio meccanico per migliorare il flusso d’aria.
  • Formazione e informazione ai condomini sulle corrette pratiche di utilizzo e manutenzione.

Risultati misurabili:

  • Riduzione del 90% delle segnalazioni di fumo e odori entro 3 mesi.
  • Abbattimento delle emissioni nocive del 40%, certificato da analisi ambientali.
  • Assenza di multe o contestazioni durante i successivi controlli.

Checklist operativa per mettersi in regola con la UNI 10683

Fase Attività Responsabile Note
1 Ispezione tecnica della canna fumaria Tecnico specializzato Verifica tiraggio, coibentazione, integrità
2 Redazione relazione tecnica Professionista abilitato Documentazione per SCIA
3 Presentazione SCIA al Comune di Verona Amministratore o proprietario Obbligatorio per interventi di adeguamento
4 Interventi di adeguamento e manutenzione Impresa edile o installatore certificato Installazione canne fumarie coibentate, pulizia
5 Verifica finale e certificazione conformità Tecnico abilitato Rilascio attestato di conformità
6 Programmazione manutenzione periodica Amministratore Pulizia annuale e controllo tiraggio

Strumenti e tecniche per una gestione efficace

  • Modello SCIA standardizzato: predisporre un template con tutte le informazioni richieste per velocizzare la presentazione.
  • Software di gestione condominiale: integrare i controlli e le manutenzioni programmate per tenere traccia degli interventi.
  • Termocamera portatile: per individuare dispersioni termiche e problemi di coibentazione sulle canne fumarie.
  • Kit di pulizia professionale: spazzole e aspiratori specifici per canne fumarie, da utilizzare almeno una volta all’anno.

Consiglio tecnico finale: oltre a rispettare la UNI 10683, valutate l’installazione di un sistema di monitoraggio digitale del tiraggio, che invii alert in tempo reale in caso di anomalie. Questo approccio proattivo riduce i rischi e anticipa i controlli, trasformando un obbligo in un vantaggio per la sicurezza e il comfort domestico.